Da dove nasce “Nulla è vietato”

“Nulla è vietato.”

Queste tre parole non sono nate da un libro né da una teoria sull'alimentazione.

Nascono dalla mia esperienza professionale e da vent'anni trascorsi accanto a persone sottoposte a dialisi, persone con storie, esigenze e condizioni di salute molto diverse tra loro.

In quegli anni ho visto quanto il rapporto con il cibo possa diventare complicato quando una persona riceve una diagnosi e improvvisamente sente pronunciare tante parole come:

“Questo non puoi mangiarlo.” “Questo devi evitarlo.” “Questo contiene troppo potassio.” “Questo contiene troppa acqua.” “Questo non va bene.”

Comprendere i motivi di alcune limitazioni è fondamentale.

Ma ho anche imparato che trasformare l'alimentazione in un lungo elenco di divieti può avere un effetto contrario a quello che vorremmo ottenere.

Ed è proprio da questa esperienza che nasce la filosofia di Menù Amico.

Nulla è vietato. Ma tutto deve essere conosciuto.

In dialisi l'alimentazione è davvero importante

Quando i reni non riescono più a svolgere adeguatamente la loro funzione, alcune sostanze e i liquidi possono accumularsi nell'organismo.

L'emodialisi aiuta a rimuovere parte delle sostanze di scarto e dei liquidi in eccesso, ma l'alimentazione continua ad avere un ruolo importante nel percorso di cura.

In base alla situazione individuale, può essere necessario prestare attenzione a potassio, fosforo, sodio e quantità di liquidi, oltre a garantire un adeguato apporto di energia e proteine.

Ma c'è una cosa fondamentale che spesso viene dimenticata:

non tutti i pazienti hanno le stesse necessità.

Il fabbisogno e le eventuali limitazioni dipendono, tra le altre cose, dagli esami del sangue, dalla quantità di urine prodotte, dal tipo di trattamento dialitico, dalla frequenza delle sedute e dalle condizioni generali della persona.

Quindi non esiste una sola “dieta della dialisi” uguale per tutti.

Il potassio: non è semplicemente un alimento da vietare

Il potassio è un minerale importante per il nostro organismo.

Il problema nasce quando, in alcune persone con insufficienza renale, il livello di potassio nel sangue diventa troppo elevato o troppo basso. Alterazioni importanti possono avere conseguenze anche sul ritmo cardiaco.

Per questo, quando il potassio è elevato, può essere necessario modificare l'alimentazione.

Ma modificare non significa necessariamente cancellare completamente interi gruppi di alimenti.

La necessità e l'entità della restrizione del potassio dipendono dai valori individuali e non tutti i pazienti in emodialisi devono seguire una dieta rigidamente povera di potassio.

Ed è qui che il mio “Nulla è vietato” assume il suo vero significato.

Non significa:

“Mangia quello che vuoi.”

Significa:

“Impara a capire quanto, quando e in quale situazione un alimento può essere inserito nella tua alimentazione.”

Anche la quantità conta

Un alimento ricco di potassio non deve essere necessariamente considerato un alimento “proibito”.

La quantità consumata, la frequenza e l'insieme dell'alimentazione possono fare una grande differenza.

Naturalmente, quando i valori di potassio sono elevati, alcune restrizioni possono essere necessarie e devono essere concordate con il team curante e con il professionista della nutrizione.

Ma questo è molto diverso dal dire:

“Questo alimento non lo potrai mai più mangiare.”

Ed è proprio questa differenza che vorrei far comprendere.

Anche l'acqua è una questione di equilibrio

Lo stesso ragionamento vale per i liquidi.

In molte persone sottoposte a emodialisi, soprattutto quando la produzione di urina è ridotta, può essere necessario limitare la quantità di liquidi assunti tra una seduta e l'altra.

Un eccesso di liquidi può provocare aumento di peso, pressione alta, gonfiore, difficoltà respiratoria e una maggiore necessità di rimuovere liquidi durante la dialisi.

Ma anche qui non esiste necessariamente una quantità identica per tutti.

La quantità di liquidi consentita viene stabilita in relazione alla situazione della persona, compresa la quantità di urina ancora prodotta.

Per questo anche l'acqua non è semplicemente “vietata”.

È una risorsa essenziale che, in alcune condizioni, deve essere gestita con attenzione.

E la stessa cosa vale per le bevande e per gli alimenti che contengono molta acqua.

L'anguria è un esempio perfetto

L'anguria è un alimento che può creare qualche difficoltà quando si parla di alimentazione in dialisi.

Da una parte contiene molta acqua e quindi contribuisce all'apporto complessivo di liquidi; dall'altra, il suo contenuto di potassio per porzione può essere gestibile rispetto ad altri alimenti, ma la quantità rimane importante.

Quindi il messaggio non dovrebbe essere:

“L'anguria è vietata.”

Ma nemmeno:

“L'anguria si può mangiare senza problemi.”

Il messaggio corretto è:

“Dipende dalla persona, dalla quantità, dai valori di laboratorio e dal piano alimentare individuale.”

Questo è esattamente il modo in cui vorrei parlare di alimentazione su Menù Amico.

E una Coca-Cola?

Anche una bevanda come una Coca-Cola può diventare, nell'immaginario di una persona sottoposta a restrizioni alimentari, qualcosa che appartiene alla categoria del “vietato”.

Ma la domanda da porsi non dovrebbe essere semplicemente:

“Posso berla oppure no?”

Bisognerebbe considerare quanto, quando, con quale frequenza e all'interno di quale situazione clinica e alimentare.

Soprattutto, una bevanda rappresenta comunque un apporto di liquidi e quindi, per chi deve seguire una restrizione dei liquidi, deve essere conteggiata nel totale giornaliero.

Non voglio quindi trasformare questo articolo in una prescrizione del tipo “durante la dialisi si può bere Coca-Cola”.

Voglio raccontare qualcosa di diverso:

non è il divieto assoluto a educare una persona. È la conoscenza.

Il rischio dei divieti

Quando a una persona vengono tolti progressivamente alimenti, bevande, occasioni conviviali e piaceri quotidiani, l'alimentazione può diventare fonte di frustrazione.

E quando una persona vive già una condizione cronica, affronta terapie e deve adattare la propria vita alla dialisi, aggiungere continuamente divieti può rendere ancora più difficile il rapporto con il cibo.

Questo non significa eliminare le regole necessarie.

Significa spiegare il perché delle regole.

Una persona che comprende perché deve limitare un determinato alimento può gestire la propria alimentazione in modo molto più consapevole rispetto a una persona alla quale viene semplicemente detto:

“Non puoi.”

Nulla è vietato non significa nulla è senza limiti

Questo punto per me è fondamentale.

“Nulla è vietato” non deve essere interpretato come “tutto è sempre consentito”.

Sono due concetti completamente diversi.

Significa che non voglio utilizzare il linguaggio del divieto assoluto quando è possibile parlare di quantità, frequenza, equilibrio e personalizzazione.

In alcune situazioni, determinati alimenti o quantità possono effettivamente dover essere evitati per motivi di sicurezza.

E questo deve essere rispettato.

La differenza è che il motivo non deve essere una paura generica del cibo, ma una valutazione basata sulle condizioni della persona e sulle indicazioni del team sanitario.

La persona viene prima dell'alimento

Dopo tanti anni di esperienza, questa è forse una delle cose più importanti che ho imparato.

Prima dell'alimento c'è una persona.

Una persona che ha gusti, ricordi, abitudini, emozioni, famiglia e una propria idea di convivialità.

Una persona che magari vuole mangiare una fetta di anguria in estate.

Una persona che vorrebbe bere una bevanda che le piace.

Una persona che non vuole sentirsi continuamente diversa dagli altri.

Questi aspetti non devono essere ignorati.

Devono essere considerati all'interno di un percorso sicuro e personalizzato.

È questo il significato di Menù Amico

Menù Amico nasce anche da questa esperienza.

Non voglio creare un altro luogo dove alle persone viene detto:

“Questo sì. Questo no.”

Voglio creare uno spazio dove possiamo chiederci:

Perché? Quanto? Quando? Con quale frequenza? Per chi?

Perché dietro ogni alimento c'è una storia.

E dietro ogni persona c'è una situazione diversa.

La scienza ci permette di comprendere i rischi.

La professionalità ci permette di adattare le indicazioni.

L'esperienza ci insegna che la persona deve rimanere al centro.

Nulla è vietato.

Ma nulla deve essere nemmeno banalizzato.

Conoscere un alimento significa capire quando può essere adatto, in quale quantità, con quale frequenza e quando invece può essere necessario limitarlo.

Questa è la filosofia con cui nasce Menù Amico.

Conoscere. Comprendere. Scegliere.

Menù Amico — conoscere, comprendere, scegliere.

Fonti scientifiche e approfondimenti
  • National Kidney Foundation (NKF)Hemodialysis and Your Diet. Informazioni sulla gestione di alimentazione, potassio, fosforo, sodio, proteine e liquidi nelle persone in emodialisi.

  • National Kidney Foundation (NKF)Potassium in Your CKD Diet. Approfondimento sul potassio negli alimenti e sulle porzioni.

  • Cambridge University Hospitals NHS Foundation Trust – Informazioni sulla gestione dei liquidi e del potassio durante l'emodialisi.

  • Royal Free London NHS Foundation TrustHaemodialysis: dietary information for patients. Informazioni sull'alimentazione in emodialisi e sulla personalizzazione delle indicazioni dietetiche.

  • University Hospitals Plymouth NHS TrustEating well on haemodialysis. Approfondimento sulla personalizzazione dell'alimentazione in relazione a esami, farmaci e condizioni individuali.

  • Leeds Teaching Hospitals NHS TrustDiet and Haemodialysis. Indicazioni sulla gestione individualizzata di potassio, fosforo, proteine e liquidi.

Una precisazione importante

I contenuti pubblicati su Menù Amico hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non intendono sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico o di un professionista sanitario qualificato.

Le informazioni presenti nell'articolo sono di carattere generale e possono non essere adatte alle esigenze specifiche di ogni persona. In presenza di patologie, sintomi, disturbi, condizioni particolari o dubbi riguardanti la propria salute o alimentazione, è importante rivolgersi al proprio medico e, quando necessario, a professionisti sanitari qualificati.

Menù Amico informa e accompagna nella conoscenza. Ogni percorso di salute deve essere valutato individualmente con i professionisti sanitari di riferimento.