Quando parliamo di prevenzione pensiamo spesso a visite mediche, controlli ed esami.

Ma la prevenzione è un concetto molto più ampio.

Significa intervenire per proteggere la salute, ridurre il rischio di malattia, individuare precocemente alcune condizioni o limitare le conseguenze di una malattia già presente.

A seconda del momento in cui si interviene e dell'obiettivo che si vuole raggiungere, possiamo parlare di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Conoscere questa distinzione può aiutarci a capire meglio perché alcune attività riguardano lo stile di vita, altre gli screening e altre ancora la cura e la riabilitazione.


Che cosa significa davvero prevenire?

Prevenire non significa semplicemente “non ammalarsi”.

In sanità, la prevenzione comprende diversi tipi di intervento.

Possiamo cercare di ridurre la probabilità che una malattia si sviluppi.

Possiamo cercare di individuarla precocemente.

Oppure possiamo intervenire quando una malattia è già presente, per evitare o ridurre complicanze, limitazioni e perdita di autonomia.

Per questo la prevenzione non riguarda soltanto le persone sane.

Può accompagnare una persona in diverse fasi della vita e del percorso di salute.

Prevenzione primaria: prima che la malattia compaia

La prevenzione primaria ha l'obiettivo di ridurre il rischio che una malattia o una condizione si sviluppi.

Interviene quindi prima dell'insorgenza della malattia.

Ne fanno parte molti comportamenti e interventi che conosciamo già, anche se non sempre li consideriamo attività di prevenzione.

Per esempio:

  • non fumare;

  • praticare regolarmente attività fisica;

  • seguire un'alimentazione varia ed equilibrata;

  • mantenere un adeguato peso corporeo;

  • vaccinarsi quando indicato;

  • adottare comportamenti sicuri nei diversi contesti di vita;

  • proteggersi da alcuni rischi ambientali o professionali.

L'obiettivo non è garantire che una persona non si ammalerà mai.

Non esiste una prevenzione in grado di eliminare completamente il rischio.

Significa piuttosto ridurre i fattori di rischio e favorire condizioni che proteggono la salute.

Lo stile di vita è prevenzione?

Sì, molti comportamenti quotidiani possono contribuire alla prevenzione primaria.

Muoversi regolarmente, non fumare, seguire un'alimentazione equilibrata, dormire adeguatamente e mantenere relazioni sociali sono tutti aspetti che possono contribuire al benessere e alla salute.

Questo non significa che le malattie siano sempre conseguenza delle nostre abitudini.

Genetica, ambiente, età, condizioni sociali e numerosi altri fattori possono influenzare il rischio di sviluppare una malattia.

Per questo parlare di prevenzione non significa attribuire alla singola persona la responsabilità della propria salute.

Significa mettere a disposizione strumenti che possono contribuire a ridurre i rischi modificabili.

Prevenzione secondaria: individuare presto

La prevenzione secondaria ha un obiettivo diverso.

Non cerca principalmente di impedire che una malattia compaia.

Cerca invece di individuarla precocemente, quando può essere ancora in una fase iniziale e quando un intervento tempestivo può migliorare il percorso di cura.

È qui che troviamo, per esempio, gli screening.

Gli screening sono programmi organizzati rivolti a persone che, in genere, non presentano sintomi, con l'obiettivo di individuare precocemente alcune malattie o condizioni.

Un esempio è lo screening del tumore della mammella.

Un altro è lo screening del tumore del colon-retto.

Un altro ancora è lo screening del tumore della cervice uterina.

Gli esami e le modalità di screening non sono uguali per tutti.

Dipendono dalla condizione che si vuole individuare, dall'età, dal sesso e dalle indicazioni dei programmi di prevenzione.

Prevenzione non significa fare tutti gli esami

Un equivoco abbastanza comune è pensare che prevenire significhi sottoporsi a quanti più esami possibile.

Non è così.

Un esame può essere utile quando esiste una precisa indicazione.

Gli screening di popolazione vengono infatti proposti sulla base di evidenze scientifiche che valutano benefici, rischi e appropriatezza dell'intervento.

Fare un controllo non necessario non significa automaticamente fare più prevenzione.

La prevenzione efficace è soprattutto prevenzione appropriata.

Per questo è importante seguire le indicazioni dei programmi di screening e confrontarsi con il proprio medico quando si hanno dubbi o particolari fattori di rischio.

Prevenzione terziaria: quando la malattia è già presente

La prevenzione terziaria riguarda una situazione ancora diversa.

La malattia è già presente e l'obiettivo è ridurre le complicanze, limitare le conseguenze e mantenere il più possibile la qualità della vita e l'autonomia della persona.

In questo ambito possono rientrare, a seconda della situazione, interventi di riabilitazione, controllo delle complicanze e gestione delle malattie croniche.

Pensiamo, per esempio, alla riabilitazione dopo un ictus.

Oppure alla riabilitazione dopo alcuni interventi chirurgici o eventi cardiovascolari.

Anche la gestione delle complicanze di una malattia cronica può avere una funzione di prevenzione terziaria.

L'obiettivo non è più evitare che la malattia compaia.

È limitare ciò che la malattia può causare e aiutare la persona a mantenere la migliore qualità di vita possibile.

Un esempio per capire la differenza

Immaginiamo il caso delle malattie cardiovascolari.

Fare attività fisica, non fumare e seguire un'alimentazione equilibrata possono contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio.

Questa è prevenzione primaria.

Individuare precocemente condizioni come l'ipertensione o alterazioni dei valori di colesterolo può permettere di intervenire sui fattori di rischio e rientra nel più ampio percorso di prevenzione e gestione del rischio cardiovascolare.

Quando invece una persona ha già avuto un evento cardiovascolare, come un infarto, programmi di cura, riabilitazione e controllo dei fattori di rischio possono contribuire a ridurre il rischio di ulteriori eventi e a recuperare o mantenere le capacità funzionali.

In questo caso parliamo di prevenzione terziaria.

Lo stesso concetto può essere applicato a molte altre condizioni di salute.

E la diagnosi precoce?

La diagnosi precoce è un concetto importante, ma non significa che ogni diagnosi precoce sia automaticamente uno screening.

Lo screening viene generalmente proposto a persone che non presentano sintomi, all'interno di programmi rivolti a una determinata popolazione.

La diagnosi precoce, invece, può avvenire anche perché una persona presenta un sintomo o un segno che deve essere valutato.

Per esempio, se compare un sintomo persistente, rivolgersi al medico per capire da cosa dipenda non significa fare uno screening.

Significa effettuare un percorso diagnostico.

Questa distinzione è importante perché ci aiuta a non confondere la prevenzione con qualsiasi tipo di esame o controllo medico.

Le tre prevenzioni non sono compartimenti separati

Primaria, secondaria e terziaria non sono tre mondi completamente indipendenti.

Possono accompagnare la stessa persona in momenti diversi.

Una persona può adottare comportamenti salutari per ridurre il rischio di malattia.

Può aderire agli screening raccomandati.

E, se dovesse sviluppare una malattia, può seguire terapie e programmi di riabilitazione per ridurne le conseguenze.

La prevenzione è quindi un percorso che può cambiare nel tempo.

Gli errori più comuni

Quando parliamo di prevenzione, possiamo cadere facilmente in alcuni equivoci.

“Prevenire significa fare controlli continuamente.”

Non necessariamente.

La prevenzione comprende anche stili di vita, vaccinazioni, sicurezza e interventi rivolti alla riduzione dei fattori di rischio.

“Se faccio prevenzione, non mi ammalerò.”

Purtroppo non è possibile garantire questo risultato.

La prevenzione può ridurre alcuni rischi, ma non eliminarli completamente.

“Se sto bene non ho bisogno di prevenzione.”

Non sempre.

Alcune attività preventive sono rivolte proprio a persone che non presentano sintomi, come nel caso dei programmi di screening.

“Uno screening è uguale a una visita perché ho un sintomo.”

No.

Lo screening riguarda persone apparentemente sane e viene effettuato secondo criteri specifici.

La presenza di un sintomo richiede invece una valutazione appropriata.

“Se un esame è disponibile, farlo è sempre meglio.”

Non necessariamente.

Anche gli esami possono avere limiti, falsi positivi, falsi negativi e altri possibili effetti indesiderati.

Per questo la prevenzione deve essere basata sulle evidenze e sull'appropriatezza.

“La prevenzione terziaria riguarda solo chi è molto malato.”

Non necessariamente.

Può riguardare persone con diverse condizioni croniche o con conseguenze di una malattia, con l'obiettivo di mantenere salute, autonomia e qualità di vita.

E nella vita quotidiana?

La prevenzione può sembrare un concetto molto medico.

In realtà molte azioni preventive fanno parte della vita di tutti i giorni.

Smettere di fumare.

Muoversi regolarmente.

Mangiare in modo equilibrato.

Seguire le vaccinazioni raccomandate.

Partecipare agli screening previsti per la propria fascia di età e situazione.

Non trascurare sintomi persistenti.

Seguire correttamente le terapie quando è presente una malattia.

Partecipare ai percorsi di riabilitazione quando indicati.

Sono comportamenti diversi, ma possono tutti contribuire, in modi differenti, alla tutela della salute.

In pratica: quale prevenzione sto facendo?

Possiamo usare una domanda molto semplice per capire meglio i tre livelli.

Sto cercando di evitare che una malattia si sviluppi?

→ Parliamo di prevenzione primaria.

Sto cercando di individuare una malattia precocemente?

→ Parliamo di prevenzione secondaria.

La malattia è già presente e sto cercando di ridurne le conseguenze?

→ Parliamo di prevenzione terziaria.

Questa distinzione non serve a trasformare la salute in una serie di categorie rigide.

Serve soprattutto a capire che prevenire significa intervenire in momenti diversi e con strumenti diversi.

Il punto di vista dell'educazione alla salute

Parlare di prevenzione significa anche aiutare le persone a distinguere informazioni corrette da messaggi troppo semplicistici.

Non tutto ciò che viene presentato come “prevenzione” ha lo stesso significato.

Uno stile di vita sano non sostituisce uno screening quando questo è raccomandato.

Uno screening non sostituisce l'attenzione ai sintomi.

E una diagnosi o una terapia non rendono inutili le abitudini che possono contribuire a proteggere la salute.

Ogni intervento ha il suo momento e il suo obiettivo.

Per questo educare alla prevenzione significa soprattutto fornire strumenti per fare scelte consapevoli, senza creare paura e senza trasformare la salute in una ricerca continua di controlli.

Il messaggio più importante

La prevenzione non è una singola azione.

È un insieme di strategie che possono intervenire in momenti diversi del nostro percorso di salute.

La prevenzione primaria cerca di ridurre il rischio prima che una malattia si manifesti.

La prevenzione secondaria cerca di individuare precocemente alcune malattie o condizioni attraverso interventi appropriati, come gli screening.

La prevenzione terziaria interviene quando una malattia è già presente, per ridurne complicanze e conseguenze e mantenere il più possibile autonomia e qualità di vita.

Capire queste differenze ci aiuta anche a superare un'idea molto comune:

prevenire non significa fare più esami.

Significa fare la cosa giusta, nel momento giusto, per l'obiettivo giusto.

A volte significa cambiare un'abitudine.

A volte aderire a uno screening.

A volte seguire una terapia o un percorso di riabilitazione.

La prevenzione, quindi, non comincia soltanto quando entriamo in un ambulatorio.

Può cominciare molto prima, nelle nostre scelte quotidiane, e continuare anche quando una malattia è già presente.

Fonti

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Health promotion and disease prevention.

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Guide to cancer early diagnosis.

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Screening programmes: a short guide.

  • Istituto Superiore di Sanità (ISS), EpiCentro, Prevenzione.

  • Istituto Superiore di Sanità (ISS), EpiCentro, Screening oncologici.

  • Ministero della Salute, Prevenzione.

  • Ministero della Salute, Screening oncologici.

Questo articolo ha finalità divulgative e di educazione alla salute e non sostituisce una valutazione medica o di altro professionista sanitario. Le attività di prevenzione e gli eventuali controlli possono variare in relazione all'età, al sesso, alla storia familiare, allo stato di salute e ad altri fattori individuali. Per informazioni personalizzate è opportuno rivolgersi al proprio medico o a un professionista sanitario qualificato.